Santi Cazorla, ex stella di Arsenal e Villarreal e vincitore di due Europei con la Nazionale spagnola, ha recentemente realizzato un sogno atteso da tempo: il ritorno al Real Oviedo, il club che lo ha lanciato nel calcio professionistico. Un trasferimento che, sebbene sia avvenuto nelle fasi finali della sua illustre carriera, è stato motivato da ragioni che vanno ben oltre l’aspetto economico.
La Missione di Cazorla: Aiutare, non Gravare
Parlando del suo rientro, Cazorla ha voluto chiarire la sua posizione e il suo spirito di sacrificio, riassunto nella frase emblematica: «Se fossi tornato a Oviedo, era per aiutare, non dovevo essere un peso».
Questo spirito si è tradotto in fatti concreti: Cazorla ha accettato di giocare per lo stipendio minimo stabilito per la categoria (Segunda División), dimostrando un attaccamento straordinario ai colori bianco-blu. La sua priorità è il bene della squadra e la crescita delle nuove generazioni. Gran parte dei suoi guadagni, infatti, sono destinati al vivaio del club, un gesto che sottolinea l’impegno non solo come giocatore ma come vero e proprio ambasciatore della storia e del futuro dell’Oviedo.
Il suo impatto è atteso non solo in campo, con la sua ineguagliabile esperienza e visione di gioco, ma anche nello spogliatoio, dove funge da mentore per i giovani talenti. Il suo ritorno rappresenta una boccata d’ossigeno emotiva e tecnica per tutto l’ambiente asturiano, che vede in lui l’incarnazione della lealtà sportiva.



