L’ombra del digiuno si allunga sulla Continassa. La Juventus sta attraversando uno dei momenti più sterili della sua recente storia offensiva. Non sono i risultati ad essere immediatamente preoccupanti, quanto la cronica incapacità degli attaccanti di trovare la via del gol.
49 giorni di silenzio assordante
Il dato che fa rabbrividire è lapalissiano: sono ben 49 i giorni trascorsi dall’ultima rete messa a segno da un centravanti bianconero in campionato. Un periodo di silenzio che ha evidenziato le fragilità strutturali del reparto offensivo, ponendo interrogativi urgenti sul sistema di gioco e sulla condizione fisica e mentale dei suoi interpreti principali.
Nonostante la solidità difensiva che spesso salva il risultato, l’efficacia in zona gol è venuta meno. I riflettori sono puntati inevitabilmente sui big del reparto: Vlahovic, Milik e Chiesa, che, pur creando occasioni o partecipando alla manovra, faticano a tramutare in numeri i tentativi prodotti.
Questa statistica negativa pesa enormemente sulle ambizioni stagionali della Vecchia Signora, che non può permettersi di affidarsi unicamente alle prodezze dei centrocampisti o ai calci piazzati per sbloccare le partite. La necessità di invertire la rotta è assoluta, e il prossimo impegno si trasforma già in un banco di prova cruciale per l’intero attacco.





