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Genoa: Esterni, 3-5-2 e il ruolo di Colombo

L’ipotesi che Daniele De Rossi possa sedersi sulla panchina del Genoa ha acceso immediatamente il dibattito tra gli addetti ai lavori. Sebbene sia solo una suggestione, analizzare come l’ex capitano della Roma potrebbe plasmare il Grifone dal punto di vista tattico offre spunti intriganti, specialmente considerando il materiale a disposizione.

Il Modulo: Esterni di Spinta e Solidità

Il marchio di fabbrica di un possibile “Genoa di DDR” si baserebbe probabilmente su un sistema a tre difensori, un 3-5-2 dinamico, ideale per esaltare il gioco sulle fasce. De Rossi, pur prediligendo il possesso palla, necessiterebbe di ali veloci e resistenti in grado di coprire l’intera corsia.

In questo schema, giocatori come Djed Spence o Aaron Martin diventerebbero fondamentali, trasformandosi da terzini a veri e propri esterni a tutta fascia, essenziali sia nella fase di costruzione che in quella difensiva. La loro capacità di fornire cross precisi e rientri veloci sarebbe la chiave per l’equilibrio del sistema.

L’Enigma Attacco: Il Ruolo di Colombo

La vera scommessa riguarderebbe la prima linea. Con Mateo Retegui punto fermo, chi affiancherebbe l’attaccante della Nazionale? Il nome che circola (e menzionato nel titolo originale) è quello di Lorenzo Colombo.

Sotto la guida di De Rossi, Colombo potrebbe finalmente trovare la sua dimensione ideale. Non solo un finalizzatore, ma anche un attaccante di raccordo, abile a lavorare spalle alla porta e a liberare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti (come Frendrup o Badelj). La pressione alta e la ricerca della verticalità sarebbero i pilastri di questa nuova fase offensiva, sfruttando la fisicità di Retegui e la tecnica di Colombo nel breve.

In sintesi, il Genoa targato De Rossi punterebbe su un calcio intenso, fisico e molto verticale, dove la manovra partirebbe veloce dalle fasce per concludersi con un attacco centrale sempre pronto ad aggredire l’area avversaria.

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