Le rose stellari di Chelsea e Paris Saint-Germain sono state falcidiate da un numero preoccupante di infortuni in questa stagione. Sebbene le cause possano essere molteplici, un elemento sta emergendo come potenziale capro espiatorio: l’eccessiva congestione del calendario, accentuata da competizioni internazionali come il Mondiale per Club FIFA.
L’impatto del Mondiale per Club sul Chelsea
Il Chelsea, fresco vincitore del trofeo continentale, ha partecipato al Mondiale per Club a metà stagione. Sebbene la vittoria abbia portato prestigio, i Blues di Thomas Tuchel hanno dovuto affrontare un viaggio intercontinentale e partite intense in un periodo cruciale. Il rientro in Premier League è stato segnato da un calo fisico evidente, con diversi giocatori chiave (come Kanté e Chilwell) che hanno riscontrato problemi muscolari o di lunga durata poco dopo la competizione o a causa dell’accumulo di fatica.
Il dilemma del PSG e i ritmi insostenibili
Anche il Paris Saint-Germain, pur non avendo giocato il Mondiale per Club in questa specifica edizione, soffre di un problema simile, tipico delle squadre con rose piene di superstar internazionali. L’elevato numero di impegni tra campionato nazionale, coppe e qualificazioni mondiali/continentali per le nazionali dei singoli atleti ha portato a un logoramento generale. Il caso di giocatori come Neymar o Sergio Ramos, costantemente alle prese con ricadute, sottolinea come i calendari moderni stiano spingendo i corpi degli atleti oltre il limite.
La questione della tutela del giocatore
I club europei lamentano da tempo che l’aggiunta di tornei extra e l’espansione dei formati (come i nuovi Mondiali per Club o le riforme Champions) stiano ignorando la tutela del giocatore. La partecipazione a questi eventi, sebbene economicamente vantaggiosa, comporta un costo biologico elevato. È giunto il momento che FIFA e UEFA riconsiderino il carico di lavoro imposto, prima che la crisi degli infortuni diventi la norma piuttosto che l’eccezione per le élite del calcio mondiale.





