Totti rompe il silenzio: accuse pesanti su Spalletti e l’amarezza per la Roma
Francesco Totti è tornato a parlare dei suoi difficili anni finali da calciatore, svelando dettagli inediti e pungenti sul suo rapporto con Luciano Spalletti e l’istituzione giallorossa. L’ex capitano, in una recente intervista, ha espresso tutto il rammarico per come è stata gestita la chiusura della sua carriera.
L’ombra di Spalletti: “Era venuto per farmi fuori”
Il punto focale delle dichiarazioni riguarda il tecnico toscano. “Spalletti? È venuto con un obiettivo ben preciso: farmi fuori. Non c’era dialogo, solo una strategia per isolarmi e accelerare il mio addio al calcio giocato. Il suo atteggiamento era chiaro fin dai primi giorni,” ha dichiarato Totti. Una versione che riaccende le polemiche sulla gestione dello spogliatoio e delle leggende del club.
La delusione istituzionale: “Mi ha ferito di più la Roma”
Nonostante la durezza delle critiche verso l’allenatore, Totti ha rivelato che la vera ferita è arrivata dalla società. “Quello che mi ha deluso di più non è stato Spalletti, ma la Roma stessa. Mi aspettavo un supporto diverso, un trattamento da bandiera, non da peso da scaricare. La gestione istituzionale della vicenda è stata la vera amarezza della mia vita sportiva,” ha confessato l’ex numero 10, lanciando un chiaro messaggio ai vertici societari dell’epoca.
Il pugno a Colonnese: l’unico rimpianto in campo
Infine, l’ex campione ha ricordato un episodio controverso risalente al ritiro precampionato nel 2000: il famoso pugno sferrato al compagno di squadra Francesco Colonnese. “Se dovessi scegliere un solo momento di cui pentirmi in campo, direi sicuramente quel pugno. Non doveva succedere, fu un eccesso di rabbia e frustrazione. È un errore che ho pagato e che mi dispiace ancora oggi,” ha concluso Totti, chiudendo il cerchio sulle sue confessioni a cuore aperto.

