Zebina svela i retroscena della sua carriera: da Capello all’incidente notturno nella Capitale.
L’ex difensore francese Jonathan Zebina, noto per le sue esperienze con Roma e Juventus, si è aperto in una recente intervista, rilasciando dichiarazioni inattese sul rapporto con l’allenatore Fabio Capello e sulla sua vita fuori dal campo.
Zebina ha descritto Capello non solo come un tecnico esigente, ma come un vero e proprio mentore culturale. “Capello non mi parlava solo di tattica. Fu lui a farmi scoprire l’arte, spingendomi a visitare mostre e a leggere libri che non avrei mai considerato,” ha rivelato l’ex calciatore, sottolineando l’influenza positiva dell’allenatore sulla sua crescita personale.
La nottata difficile a Roma
Nonostante i successi in campo, la permanenza nella Capitale fu segnata anche da episodi spiacevoli. Zebina ha confessato un momento drammatico vissuto durante gli anni in giallorosso. “Una sera, mi trovavo in strada e sono stato scambiato per qualcun altro. Presi una manganellata dalla polizia. Un errore di persona, ma fu un’esperienza piuttosto traumatica,” ha raccontato Zebina.
La verità sulla vita notturna
In contrasto con l’immagine di “bad boy” che talvolta gli era stata affibbiata, il difensore ha svelato un lato inaspettato della sua vita notturna. “Le discoteche? Certo che andavo, ma la verità è che mi addormentavo dopo mezz’ora. Arrivavo, mi mettevo sul divano e spesso mi svegliavano gli amici a fine serata,” ha concluso Zebina, chiudendo il cerchio sui retroscena della sua carriera.





