Como, un sogno chiamato Serie A (o Europa?)
Il Como 1907 è indubbiamente la rivelazione della stagione. Con investimenti mirati e una gestione oculata, il club lariano è tornato al centro del dibattito calcistico italiano. L’eco di questa crescita ha portato a inevitabili, quanto pesanti, paragoni: è il Como la nuova Atalanta?
La Dea, sotto la guida di Percassi e Gasperini, ha dimostrato come un club possa elevarsi dall’anonimato fino a competere regolarmente in Europa. Questo modello virtuoso, basato su scouting e sostenibilità, è l’aspirazione di molti. Ma il Direttore Sportivo, Charlie Ludi, preferisce tenere i piedi per terra e smorzare gli entusiasmi eccessivi.
La prudenza del DS Ludi: “Noi, i piccoli passi”
Intervistato a margine dell’ultima conferenza stampa, Ludi ha chiarito la posizione della società riguardo gli obiettivi a lungo termine e le ambizioni di coppa.
“Sentire il paragone con l’Atalanta fa piacere, è un onore, ma il nostro percorso è appena iniziato. Vedere il Como alzare una coppa è il sogno di tutti noi e della tifoseria, certo. Ma il nostro lavoro oggi si giudica sui piccoli passi, sulla stabilità che costruiamo giorno dopo giorno. Non possiamo permetterci voli pindarici.”
Il dirigente ha sottolineato l’importanza di consolidare la posizione attuale prima di puntare a traguardi europei. La strategia del club si concentra sul miglioramento delle infrastrutture e sull’investimento nel settore giovanile, seguendo un piano di crescita graduale e sostenibile, un approccio che mira a evitare le montagne russe tipiche delle neopromosse ambiziose.
Obiettivi realistici e futuro del Como
La parola d’ordine a Como è pazienza. Mentre i tifosi sognano le notti europee, la dirigenza guidata da Ludi continua a lavorare lontano dai riflettori per assicurare che il Como non sia solo un fuoco di paglia, ma una realtà solida e duratura del calcio italiano.





