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Inchiesta Palermo Calcio, il Tribunale del Riesame: “Zamparini personalità negativa, gli arresti domiciliari…”

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Lo scorso 5 ottobre, il Tribunale del Riesame aveva accolto il ricorso della Procura avverso al rigetto della richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Maurizio Zamparini da parte del GIP in merito all’inchiesta sui conti del Palermo Calcio.

La richiesta di misura cautelare, respinta dal Giudice per le indagini preliminari, avevano portato la Procura a presentare un ricorso firmato dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvo De Luca e dai sostituti Dario Scaletta e Francesca Dessì. Ricorso accolto, dunque, dal Tribunale del Riesame con la disposizione del provvedimento, sospeso e non esecutivo fino al pronunciamento della Cassazione, degli arresti domiciliari a carico dell’imprenditore friulano.

Emergono oggi i passaggi salienti delle motivazioni alla base della decisione del Tribunale del Riesame, riportate da LiveSicilia.it.

“Il cuore dell’inchiesta è la vendita di Mepal, la società detentrice dei diritti del marchio del club rosanero, ad Alyssa per una cifra ritenuta dall’accusa incredibile. I giudici scrivono che ‘le conversazioni dei protagonisti, a cominciare da quelle di Maurizio Zamparini, manifestano con assoluta e inequivocabile evidenza la natura fittizia dell’operazione, compiuta strumentalmente per mettere in ordine i conti, dissimulando la reale situazione economico-patrimoniale della società. Non esiste alcuna Alyssa che si determina a pagare e che paga una parte del debito che la stessa formalmente ha nei confronti della Us Città di Palermo. È Zamparini a decidere e, con l’ausilio di suoi collaboratori e consulenti, a realizzare, al precipuo scopo di condizionare le valutazioni del consulenti d’ufficio della sezione fallimentare del Tribunale e in vista di un incontro fra gli stessi consulenti e le parti, l’operazione di parziale pagamento del debito, attingendo a risorse che nulla hanno a che fare con Alyssa, a farle pervenire, con la dovuta accortezza necessaria a schermare l’operazione stessa, nella formale disponibilità di Alyssa, e da qui a girarle verso la società palermitana’.

Ed ancora: ‘A fronte di una partecipazione valorizzata in bilancio per circa 18 milioni di euro la cessione viene effettuata alla stratosferica cifra, a confronto, di 40 milioni’. Non fu solo un’operazione fittizia, dicono i giudici, ma ‘assolutamente incredibile’. 

Non esiste alcuna Alyssa che si determina a pagare e che paga una parte del debito che la stessa formalmente ha nei confronti della Us Città di Palermo. È Zamparini a decidere e, con l’ausilio di suoi collaboratori e consulenti, a realizzare, al precipuo scopo di condizionare le valutazioni del consulenti d’ufficio della sezione fallimentare del Tribunale e in vista di un incontro fra gli stessi consulenti e le parti, l’operazione di parziale pagamento del debito, attingendo a risorse che nulla hanno a che fare con Alyssa, a farle pervenire, con la dovuta accortezza necessaria a schermare l’operazione stessa, nella formale disponibilità di Alyssa, e da qui a girarle verso la società palermitana”.

Dalle motivazioni addotte dal Riesame si evince che Zamparini avrebbe mostrato “un chiaro spregio delle regole della trasparenza per nulla limitato dalla consapevolezza di procedimenti giudiziari o amministrativi in corso”. Unica nota lieta è certamente il no ribadito dal Riesame al sequestro di 21 milioni di euro al Palermo Calcio.

Fonte: http://www.mediagol.it/palermo/inchiesta-palermo-calcio-le-motivazioni-del-tribunale-del-riesame-zamparini-personalita-negativa-gli-arresti-domiciliari/